Ottica
Il condensatore: mette il preparato in giusta luce
Seguiamo ora il percorso della luce nel microscopio iniziando dal condensatore che serve – come già spiegato dettagliatamente – per illuminare il campione, nonchè a formare l'immagine del diaframma di campo nel preparato e del diaframma di apertura nella pupilla dell'obiettivo. Senza condensatore, il microscopio non potrebbe raggiungere il suo massimo potere di risoluzione e non sarebbe neppure possibile ottenere un'illuminazione omogenea delle immagini microscopiche.



Il condensatore standard presente nel microscopio ottico Carl Zeiss è del tipo "condensatore di Abbe". Questo tipo di condensatore realizza una formazione delle immagini di buona qualità e presenta un grande vantaggio: una sola lente frontale fissa è sufficiente a rifornire di luce gli obiettivi da 4 a 100 ingrandimenti – sempre in conformità al principio di Köhler. Già nella versione più semplice i campi omogeneamente illuminati sono così ampi che possono essere usati oculari con un diametro di campo visivo di 20 mm – nell'immagine intermedia. Per obiettivi con ingrandimenti di 2,5x e minori, viene collocata una lente ausiliaria sotto il condensatore, che contribuisce ad illuminare campi visivi ancora più grandi nel preparato.

Questo condensatore è disponibile nella versione semplice per campo chiaro ed in versione con revolver girevole per contrasto di fase e diaframmi per campo scuro. Il revolver girevole scatta in posizione in modo assolutamente preciso e consente di passare rapidamente da una tecnica di contrasto all'altra.

E' inoltre disponibile un condensatore doppio – detto anche condensatore per patologia. Esso dispone di una robusta levetta per commutare l'osservazione tra il basso ingrandimento e l'esame del dettaglio. Il condensatore doppio è stato comunque realizzato unicamente per l'uso in campo chiaro.

Le massime prestazioni si ottengono con l'uso di condensatori aplanatici-acromatici, maggiormente impiegati nella ricerca.

Il tradizionale termine "aplanatico" viene spesso confuso con la definizione di planarità dell'immagine. In realtà si tratta del verbo greco antico

πλανεζν

che ha il significato di "andare in giro". Il prefisso negativo "a" vuole indicare esattamente il contrario. Il condensatore aplanatico costringe i raggi di luce ad intersecarsi esattamente nel piano dell'oggetto e a non "andare in giro". Si produce così un'immagine estremamente nitida del diaframma di campo.
Acromatico significa "senza colori", dal greco


κρωμα

(colore), e indica un alto grado di correzione.

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